Seminara nella seconda metà del Novecento

Nel secondo dopoguerra, anche grazie ai corsi di decorazione organizzati dalla Cooperativa di ceramisti fondata nel 1948, il cammino verso la ceramica artistica subisce un’accelerazione: sempre meno si usano gli stampi e sempre di più la decorazione plastica appare modellata a mano libera, conferendo un sapore unico ad ogni oggetto. In questa fase, in cui i vasi diventano statue e l’immaginario popolare infonde in ogni oggetto un’essenza animistica, sono i ceramisti maggiormente dotati nel modellato di figura a guidare la produzione di Seminara, con le sue decine di botteghe amalgamate come un’unica grande officina, verso forme sempre nuove in cui però saldo rimaneva il sostrato dei canoni della tradizione. Si sviluppa, così, il fenomeno artistico tutto particolare della ceramica di Seminara, come espressione di un’arte popolare collettiva, in cui ogni apporto individuale veniva rapidamente riassorbito all’interno di una cornice unitaria.

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