Ceramica popolare: i principali centri di produzione (secc. XIX-XX)

Da 23 centri di produzione sparsi in tutta la Calabria (nelle denominazioni preunitarie: Soriano, Gerocarne, Mileto, Caroni, Badia, Gioiosa, Roccella, Bovalino, Ardore, Gerace, Guardavalle, Sant’Andrea, Squillace, Nicastro, Altomonte, Bisignano, Corigliano, Rende, Tarsia, San Marco, Belvedere, Trebisacce, Cariati) provengono i materiali esposti, che offrono un quadro della produzione di oggetti d’uso in ceramica con una tendenza ad assumere e mantenere caratteri ben definiti nelle varie aree. Ciascun centro di produzione basa la propria tradizione sull’uso di materie prime reperibili in quel territorio, che le conferiscono un sapore particolare e spesso inconfondibile. Anche il repertorio morfologico e le nomenclature risultano fortemente caratterizzati, sebbene la tecnica maggiormente praticata nella regione fosse quasi ovunque quella dell’ingobbio sotto vetrina. L’apparato didattico include 21 pannelli esplicativi di grande formato con testi anche in inglese, che tracciano un quadro storico dei singoli contesti produttivi.

Fabbriche di Soriano. Gozza (fine ‘800 – inizi ‘900)

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